Cos'è una casa passiva

Comfort abitativoLa casa è detta "passiva" perché le dispersioni dell'involucro durante la stagione fredda sono quasi compensate dagli apporti passivi di calore dell'irraggiamento solare trasmessi dalle finestre e il calore generato internamente all'edificio (da elettrodomestici e dalle persone che la abitano).

Un edificio denominato "passivo" (Passivhaus secondo il termine tedesco) rappresenta un concetto di costruzione migliore rispetto all'edilizia tradizionale;  una casa passiva, soprattutto se in legno, è un'abitazione che assicura il benessere abitativo senza o con una minima fonte energetica di riscaldamento interna all'edificio ovvero senza alcun impianto di riscaldamento "convenzionale" (caldaia o sistemi similari).

 

Il protocollo che utilizziamo per la costruzioni di case passive, Passivhaus, permettere di arrivare a risparmiare il 90% dell’energia che viene in genere consumata all’interno di un’abitazione tradizionale. Lo standard qualitativo assicura, per una casa passiva, un fabbisogno minore di 1,5 litri di carburante (equivalenti a circa 15 Kwh) per metro quadrato di superficie abitativa, contro i 8-12 litri consumati da una casa tradizionale per il solo riscaldamento.

Sono moltissime le case costruite con questo protocollo e non solo assicurano il benessere abitativo per le persone che ci abitano, ma garantiscono un ottimo investimento economico e un futuro migliore alle generazioni future.

Normativa nZEB, edifici zero energy (Nearly Zero Energy Building)

La recente direttiva dell'Unione Europea (n. 31 del 2010) ha introdotto il concetto di edifici a consumo quasi zero, volti a contenere i consumi energetici di edifici sia residenziali sia commerciali; l’obiettivo NZEB è stato fissato per tutti gli edifici nuovi realizzati a partire dal 2020 (2018 per gli edifici pubblici), anche se Regione Lombardia ha ultimamente recepito le direttive indicate.  Rientrano nell'obiettivo, per esempio, gli edifici a basso consumo dotati di un impianto di produzione energetica da fonti rinnovabili come, per esempio, un piccolo impianto fotovoltaico che copre il piccolo consumo di energia. Tuttavia, l’UE non ha fissato i parametri numerici attraverso i quali si possano ottenere edifici NZEB lasciando alle autorità nazionali e regionali il compito. Infatti le attuali norme UNI TS 11300 sono troppo approssimative per il calcolo di edifici a basso consumo e sarebbe necessario un metodo di calcolo che si avvicini ai consumi reali di tali fabbricati in fase di progetto, in modo da evitare che la comunicazione di dati troppo ottimistici (poi smentiti dai consumi reali) incida negativamente sulla credibilità del costruttore e sulla validità della previsione di progetto.

Per questo motivo gli edifici passivi sono già in regola. Infatti il modello di calcolo testato e funzionante su edifici Passivhaus a bassissimo consumo permette di predeterminare in modo certo i fabbisogni energetici proprio per una verifica storica di un'ampia casistica di diverse tipologie di edificio.

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